La storia di Arno

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Arno Michealis nato e cresciuto nello stato del Wisconsin non lontano dalla città di Milwaukee descrive la sua infanzia come "idilliaca" e piena d'amore nonostante la violenza emotiva provata a causa dei problemi di alcolismo del padre, unica grande sofferenza della sua infanzia.

I suoi genitori si separarono definitivamente quando aveva 18 anni.

 

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All'età di 16 anni entrò a far parte degli Skinhead. A quel tempo era gia alocolizzato, una dipendenza che lo avrebbe accompagnato fino all'età di 34 anni.

"Fin da piccolo mi vedevo come un guerriero e volevo interpretare quel ruolo anche nella vita, facevo il bullo sullo scuolabus, mi picchiavo nel cortile della scuola, il brivido della violenza divenne una sensazione abituale per me, se non fossi stato coinvolto nel violenza sin da piccolo probabilmente non ne sarei mai stata attratto"

 

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Arno fu uno dei membri fondatori di Northern Hammerskins, un' organizzazione di Suprematisti Bianchi diventata una tra le più grandi al mondo durante gli anni '90 ed ora nota come Hammerskins Nation le cui con cellule son sparse in tutto il globo. Per 7 anni della sua vita ha trascorso le sue giornate a bere litri di birra ed attaccare indiscriminatamente afro-americani, gay ed altre minoranze etniche per semplice divertimento, spesso picchiandoli così forte da preoccuparsi di chiamare la polizia il giorno dopo ed assicurarsi di non avere ucciso nessuno. Era anche responsabile del reclutamento di nuovi membri.

"Quando Pardeep Kaleka qualche giorno dopo la morte di suo padre (ucciso da un membro della mia vecchia gang), mi chiamó per chiedermi il perchè, come qualcuno potesse fare una cosa simile? io gli risposi; Pratica. Quando eserciti la violenza quotidianamente, diventa una abitudine, mentre cose come l'amore, la compassione e la gentilezza ti fanno mettono a disagio e quindi le respingi, ti ritrovi a scappare letteralmente da ogni tipo di situazione nelle quali provi umanità. Ogni momento della tua giornata lo dedichi a spaventare il mondo intorno a te, tutti coloro che non sono bianchi sono un nemico, tutti i bianchi che non sono dalla tua parte sono dei traditori, ti convinci che il governo ti da la caccia, che i poliziotti ti danno la caccia, che i media ti danno la caccia, e non solo a te, ma per tutte le persone come te.

Questa era la mentalità."

 

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Arno era il leader dei Centurion, una band White Power Metal il cui cd "14 Words" ha venduto 20.000 copie in tutto il mondo. Ricorda di essersi avvicinato a quel tipo di musica ascoltando gli Skrewdriver una band britannica icona nel mondo Skinheads degli anni '90.

La musica per i movimenti suprematisti bianchi non era solo lo strumento di reclutamento più efficace, ma anche la principale fonte di finanziamento.

"Ogni volta che suonavamo, qualcuno veniva portato fuori in ambulanza e non stiamo parlando di scontri tra i nostri fan ed altri gruppi, si pestavano a sangue tra di loro. Era brutale e ci piaceva così, scrivevamo la nostra musica con l'intenzione di provocare quel livello di violenza. Volevamo che la gente impazzisse al punto di voler distruggere qualcuno"

 

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"Avevo 21 anni quando nacque mia figlia e quando lei aveva solo 18 mesi la relazione con sua madre finì, fu allora che presi la decisione di fare tutto il possibile per essere un buon padre e vivere immmerso nell'odio non era più praticabile."

All'età di 23 anni Arno si ritrovò ad essere un genitore single, unico responsabile di sua figlia.

 

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Nel 1994, dopo sette anni, Arno Michaelis lasciò il movimento definitivamente.

"All'inizio l'idea di abbandonare il movimento mi spaventava perché rappresentava quasi tutto per me. Ero uno dei membri fondatori, il cantante dei Centurion, avevamo persino delle groupies e vivevamo una vita all'insegna del sesso droga e rock-n-roll. C'erano molte persone che avevano paura di me, molte altre sembravano rispettarmi, insomma ero una figura di spicco nel movimento, quasi una leggenda.

Fuori invece non ero altro che un alcolizzato che aveva abbandonato la scuola superiore e con un lavoro di merda in fabbrica. Non valevo niente, anzi meno di niente perché non avevo raggiunto nessuno degli obiettivi che mi ero prefissato.

Quindi sì, all'inizio non fu per nulla facile, ma una volta dato il primo sguardo fuori dalla scatola nella quale mi ero ficcato da solo, mi resi improvvisamente conto che lá fuori c'era mondo incredibile che avevo deciso di negare a me stesso"

 

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Durante il primo periodo fuori dal movimento si immerse nella scena del rave del Midwest, dove nonostante le molte domande sulle svastiche ed i vari tatuaggi a sfondo razzista, fu in grado di stringere amicizie con persone molto diverse da lui che lo accettarono nonostante il suo passato.

"Sviluppai rapidamente un forte interesse verso la diversità, mi piaceva frequentare posti con diversi tipi di persone, diverse culture, religioni, cibo, musica etc. più era variegato e più mi piaceva."

 

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Nel 2007, finalmente sobrio e libero dall'intorpidimento delle emozioni che gli causava l'alcol, inizió a scrivere il suo primo libro, My Life After Hate, un testo autobiografico che ha attirato un folto pubblico nel mondo dell'attivismo umanitario.

 

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Il 5 agosto 2012, un attentato in un tempio Sikh a Oak Creek nel Wisconsin, scosse la comunità americana. Secondo gli inquirenti, l'autore dell'attentato, Wade Michael Page, 40 anni, era un membro di Hammerskins Nation, l'organizzazione che Arno aveva contribuito a creare. Spinto dal desiderio di porre rimedio in qualche modo, Arno contattó Pardeep Kaleka, il cui padre fu l'ultima persona uccisa durante la sparatoria. Entrambi erano membri di un network contro l'estremismo violento e decisero di incontrarsi di persona.

Oggi sono grandi amici ed assieme hanno  fondato Serve 2 Unite, un'organizzazione no-profit che concentra i propri sforzi per tenere i giovani a rischio lontano dalla violenza e dalla radicalizzazione ideologia coltivando il sogno di creare una società in cui tutte le persone sono apprezzate ed incluse.

"Wade Michael Page ero io. Lui era uno skinhead ed apparteneva a alla stessa organizzazione che avevo contribuito a creare e probabilmente era anche un fan della mia band. É spaventoso pensare a tutto ció e non c'è giorno in cui non ringrazio le persone come Pardeep che hanno avuto il coraggio di sfidare la mia ostilità o persone come il mio capo ebreo, la mia supervisor lesbica, i miei colleghi neri e latini che hanno avuto il coraggio di trattarmi con gentilezza quando meno me lo meritavo, perchè è grazie a loro se oggi  Non sono più come lui."

 

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"Tutti i gruppi estremisti violenti attirano nuovi membri rispondendo a dei bisogni insoddisfatti. In luoghi dove regna l'instabilità sociale, questi bisogni possono essere molto basici, quali cibo, acqua, un lavoro, denaro etc... In Europa o negli Stati Uniti, dove fortunatamente quelle necessità basiche sono giá soddisfatte i bisogni ai quali rispondono sono di natura emotiva.

Ogni essere umano ha bisogno di identità, senso di appartenenza e di avere uno obiettivo nella vita. Fortunatamente, la maggior parte delle persone riesce a soddisfare queste necessitá in modo sano, attraverso la famiglia, lo sport, la musica, il lavoro etc. ma quando ció non avviene le ideologie estremiste e violente possono facilmente far breccia in una persona.

Il processo di radicalizzazione inizia con la ricerca di un preciso profilo; qualcuno con quei bisogni insoddisfatti, qualcuno che ha subito qualche tipo di trauma perché di solito sono le persone più inclini a odiare e a ferire gli altri, qualcuno che stia soffrendo. Tutti noi soffriamo, ma se non riesci ad elaborare la tua sofferenza in modo sano e costruttivo, quel dolore può essere facilmente trasferito ad un'altra persona ed è proprio ciò che cercano le organizzazioni estremiste violente"

 

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"Ricordo che una volta una cassiera nera di McDonald's notò il tatuaggio di una svastica che avevo sul dito indice e mi disse: Sei una persona migliore di quello vuoi far sembrare".

Le svastiche tatuate sul suo braccio destro non sono mai state cancellate, ora sono coperte dal volto di un demone messo li per ricordargli il suo lato oscuro.

 

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"Nessun essere umano è immune al dolore, né mai dovrebbe esserlo. Il dolore è in grado di fornire preziosi insegnamenti, aiuta a forgiare il carattere ed è un veicolo di la crescita spirituale."

 

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"La situazione politica negli Stati Uniti e in Europa è abbastanza simile: i poli politici si influenzano a vicenda. Più forte è il rumore che proviene dall'estrema destra, maggiore sarà il rifiuto dell'estrema sinistra, ció spingerá l'estrema destra ad amplificare il proprio discorso, che a sua volta provocherà la reazione a reagire in egual misura dell'estrema sinistra. Si nutrono l'uno dell'altro. Questa dinamica politica sta spingendo le persone dal centro ai margini dello spettro politico ed è per questo che entrambi i movimenti stanno crescendo così tanto. Nessuna delle persone coinvolte vuole riconoscere questi meccanismi sociali perché si rifiutano di ammettere che fanno parte del problema."

 

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Arno appare nel documentario di Deeyah Khan White Right: Meeting the Enemy (2017), un viaggio attraverso le testimonianze degli attuali leader ed ex-esponenti dei movimenti del Potere Bianco per cercare di capire le ragioni personali e politiche dietro l'apparente risorgere dell'estremismo negli Stati Uniti. Vincitore di un premio Emmy è disponibile ora sulla piattaforma Netflix

 

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Nel 2018, Arno e Pardeep hanno co-scritto The Gift of Our Wounds un libro che racconta la loro insolita amicizia

 

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Io ho vissuto la tua vita

tu non hai vissuto il mia

oggi vado felicemente in tutti quei posti di cui hai paura

ovunque vedo la mia grande famiglia umana

questa è anche la tua famiglia

apri il tuo cuore e la tua mente e

capirai che se ami il mondo

il mondo a sua volta ti amerà.